Festa a Candolè

C’era una volta, in un paese lontano lontano… che poi lontano lo è solo nel tempo, visto che si trova a Salgareda.

Lontano nel tempo… già… il tempo… qui sembra si sia fermato.

Poche case, poche strade, nessuna fretta. Qui a Candolè, in questo piccolo borgo, resistono le costruzioni più antiche del territorio comunale, sopravvissute anche alla guerra che le ha viste partecipi con tutta la sinistra Piave. Anche la chiesa, dedicata alla Natività di Maria è rimasta in piedi.

Risale al 1536 e, grazie a dei curati lavori di ristrutturazione, mantiene intatta quella sensazione di tempi antichi che solo in certi luoghi si riesce a respirare. Ecco, il profumo di Candolè si trova nei dettagli… una fontana dismessa che sbuca dall’erba alta, una vecchia insegna di telefono pubblico, quelle bianche col telefono rosso, che ci spia da una vecchia villa, un’altra villa fa capolino nascosta da qualche siepe d’altri tempi, di quelle belle perché disordinate, che forse ci parla di Contarini o Foscari, insomma è pur sempre terra calcata da Signori veneziani. Un tramonto che ammicca all’autunno sposa il colore della terra con quello della parete della chiesa, lascia entrare un velo di luce, poca, attraverso le vetrate sulla parete a ovest, ma non troppo poca per inondare di tepore la piccola chiesetta. E subito ti ritorna in mente l’odore del grano, i tralci tra le vigne quando erano ancora a Bellussi, con le larghe foglie che si tingevano di rosso come la chiesa, e ripensi a contadini col cappello di paglia e la spiga di gramigna in bocca che fischiettano un’aria di Verdi di ritorno da una giornata di lavoro nei campi.

Ecco, proprio qui, c’era una volta una festa.

Piccola, come il paese che la ospitava, ma grande come la passione che animava chi la viveva. Una festa fatta di poche cose, fatta soprattutto di gente per la gente.

L’occasione è la ricorrenza dedicata alla Natività di Maria, cui la chiesa è dedicata. Cade l’8 settembre. Coincidenza vuole che per la nostra associazione sia il momento di ricominciare l’anno artistico e le attività didattiche dopo la pausa estiva. Quindi il nostro consueto concerto di apertura quest’anno lo terremo proprio in questo luogo. Con l’auspicio che, magari, possa servire a rianimare una tradizione che, come mi raccontava una simpatica signora ieri sera, è andata avanti per anni prima di spegnersi a poco a poco, come troppo spesso capita nei piccoli paesi.

Il nostro territorio è ricco di occasioni, di tradizioni, di Cultura e noi cercheremo sempre di recuperare tutto quello che c’è di magico in questi luoghi perché la storia lo merita, e lo meritano le persone che custodiscono i ricordi. Chi ha memoria ha il dovere di tramandare alle nuove generazioni ciò che è stato e noi, nel nostro piccolo, cercheremo sempre di conservare la memoria facendo quello che sappiamo fare meglio: musica.

Sabato ci sarà un’occasione, alle 20:30.

Io vi ho avvisato.

 

Posted in Comunicazioni, eventi, O.W.O.L., scuola and tagged , , , , , , , , , .

Ho la testa tra le nuvole quel tanto che basta per bucarle e vederci dietro un po' di sole anche nelle giornate più grigie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *